Confessioni Di Un Borghese (di Sándor Márai - Ed. Adelphi)
Un fascinatorio, scintillante romanzo in forma di autobiografia sullo sfondo del tramonto della civiltà danubiana e dell’Europa tra le due guerre.«Un viaggio verso la comprensione di cosa voglia dire essere uno scrittore e cosa significhi non saperlo mai.» - Il Foglio«Gli scrittori che narravano le vicende dei nobili intuivano sotto la morbida quiete il seme che l'avrebbe sgretolata.» - Giorgio Montefoschi, La Lettura "Confessioni di un borghese" è ben più di un libro di memorie sul cuore e dal cuore della Mitteleuropa, e la sua originalità consiste nell’essere un magnifico romanzo di formazione che nasconde tra le righe, e a tratti rivela, un trattatello esoterico sull’arte di diventare scrittori... capace di evocare ambienti e personaggi memorabili e di imprimere a ogni dettaglio il ritmo avventuroso dell’immaginazione. È così che sotto gli occhi ipnotizzati del lettore, Márai riesce a trasformare se stesso nel personaggio fondamentale di "Confessioni di un borghese" senza lasciar prevalere nel suo autoritratto né una timida indulgenza né l’esibizionismo narcisistico di chi si confessa in pubblico: come se questa autobiografia di un uomo poco più che trentenne fosse stata scritta per tagliarsi via dal tumulto banale della vita cosiddetta normale, e entrare definitivamente in quella eccitata ed eccitante esistenza postuma che l’arte di scrivere pretende da chi la pratica fino alle estreme conseguenze.